farru

farru

farru m. (269 Isnello, 281 Pollina) frumento grossolanamente molito in casa. 2. (267 Cefalù, 269 Isnello , 281 Pollina) pietanza a base di frumento molito grossolanamente, e senza successiva stacciatura, cotto nell’acqua salata o nel brodo di verdure e condita con olio, salsa di pomodoro e ricotta salata (267).

◙ Dal latino FĀR-FĂRRIS, passato a FĂRRUM in epoca medievale (cfr. cfr. M. Cortelazzo e P. Zolli, Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Zanichelli, Bologna 1979-1988) e avente come referente una ‘varietà di frumento’.

Il Sicilia, il tipo farru è presente in varietà di diverse provincie (TP: Partanna e Vita; PA: Marineo, Palazzo Adriano, Palermo, Partinico e Piana degli Albanesi; AG: Sciacca; ME: Lipari e S. Agata di Militello; CT: Paternò) designando – talvolta in locuzione – differenti varietà di cereali (partic. varietà di ‘farro’, ma anche di ‘orzo’) o, spesso, ciò che risulta dalla triturazione (o molitura grossolana) delle stesse varietà di frumento usate per la preparazione del pane.  Esso dà anche, per metonimia, il nome alle farinate preparate con tali ingredienti. Tra questi, in qualche punto siciliano (Novara di Sicilia-ME), anche alcune che prevedono l’uso del granoturco.