cucù

cucù

cucù m. (280 S. Mauro C.) piccola porzione di pasta di pane cotta nella cenere e generalmente consumata senza condimento.

◙ Potrebbe trattarsi della forma tronca di cucuḍḍu ‘cosa dolce, gustosa, prelibata’, spiegabile con la frequente ossitonia (parole accentale nell’ultima sillaba) nel lessico infantile. Ai bambini erano, infatti, più spesso destinate focaccine di questo tipo. Si tratterebbe, in questo caso, di un grecismo attestato anche in Calabria (cfr. G. Rohfls, Lexicon graecanicum Italiae inferioris, Niemeyer, Tübingen 1964. pp. 250, 265).

Con il significato di ‘cosa dolce, gustosa, prelibata’ (già attestato nell’Antico Anonimo del sec. XVII),il Vocabolario Siciliano (VS) registra cucuḍḍua Casteltermini (AG). A Sant’Alfio (CT) questa parola ha mantenuto soltanto il significato traslato di ‘cosa gradita, meravigliosa’. Nella varietà albanese di Contessa Entellina (PA) kukule (dal sic. cucuḍḍu) ha il significato di ‘piccole porzioni di pasta fritta in padella e insaporita con sale o con zucchero’.